Ex Ciclisti: chiediamo che si celebri il Processo per Giovanni Iannelli

Pubblichiamo per intero la meticolosa ricostruzione dei fatti realizzata dal Sig. Carlo Iannelli, papà del compianto Giovanni, per far conoscere, nei dettagli, l'assurda vicenda che si sta consumando, dopo la morte del giovane ciclista, tra l'indifferenza inaudita delle Istituzioni Sportive e Ordinarie.

La tragedia di Giovanni Iannelli, corridore toscano, pratese, di appena 22 anni d’età, tesserato per la Federazione Ciclistica Italiana (FCI), morto alla corsa ciclistica svoltasi sabato 5 ottobre 2019, a Molino dei Torti (AL) era riservata alla categoria Under 23/elite, organizzata dal GS Bassa Valle Scrivia, società affiliata alla FCI, con sede a Guazzora (AL).

Giovanni muore a 144 metri dalla linea di arrivo, mentre sta disputando la - tanto prevedibile quanto scontata - volata finale di gruppo, a ranghi compatti, allorché, a causa di un contatto, sbanda improvvisamente a sinistra, colpisce con il pedale sinistro la prima colonna di mattoni rossi che sporge sulla carreggiata al civico 45 di Via Roma, subisce una rotazione, e va ad impattare con la testa contro lo spigolo tagliente dell’altra colonna di mattoni rossi che sorregge quel cancello posto a filo strada, prospiciente sulla sede stradale, sulla carreggiata, sfornito di ogni benché minima protezione. Quella corsa si svolge su di un circuito di poco più di 6 chilometri, completamente pianeggiante, da ripetere più volte, per una distanza complessiva di 115 chilometri percorsi alla velocità di quasi 48 chilometri l’ora.

Via Roma a Molino dei Torti è una strada non rettilinea all’interno di un centro abitato, tra le abitazioni, in leggera discesa, senza marciapiede, a sinistra ed a destra una banchina in porfido pavimentata tipo pavé. Via Roma a Molino dei Torti è tutto un susseguirsi di ostacoli mortali, sia sinistra che a destra, posti a filo strada, prospicienti sulla sede stradale, sulla carreggiata, tutti privi di qualsiasi protezione: non ci sono transenne (meno di 50 metri prima della linea di arrivo, poco più di 10 metri dopo la linea di arrivo), né balle di paglia, né materassi, né altre forme di protezione; tutto questo in violazione dei Regolamenti Tecnici, delle Autorizzazioni amministrative nonché delle buone e corrette prassi organizzative.

Giovanni viene stabilizzato sul posto per poi essere trasportato al reparto rianimazione dell’Ospedale di Alessandria ove viene dichiarata la morte cerebrale il giorno lunedì 7 Ottobre 2019; nelle ore successive gli organi di Giovanni vengono espiantati e donati, consentendo a tante persone di poter tornare alla Vita.

Le gravissime omissioni degli organizzatori e degli altri soggetti coinvolti - a vario titolo - in quella corsa mortale appaiono lampanti; ciononostante gli organizzatori della corsa, la direzione di corsa ed anche il collegio di giuria nel comunicato non segnalano nulla di anomalo (RIEN A SIGNALER, NOTHING TO REPORT, NULLA DA SEGNALARE) e rimettono il fascicolo al Giudice Sportivo Regionale piemontese della F.C.I. per l’omologazione.

Con provvedimento del 28 ottobre 2019 quel Giudice omologa - senza provvedimenti – la gara; e lo fa senza approfondire, senza tenere conto che in quella gara è morto un corridore, un ragazzo di appena 22 anni, che sono stati aperti ben 3 (tre) fascicoli d’indagine da parte della Procura della Repubblica di Alessandria, della Procura Federale della F.C.I. e della Procura del CONI.

La società ciclistica per la quale Giovanni è tesserato propone reclamo avverso l’omologa del Giudice Sportivo piemontese; nel procedimento svoltosi avanti la Corte Sportiva di Appello della F.C.I., conclusosi con la decisione del 3 marzo 2020, la società organizzatrice G.S. Bassa Valle Scrivia, si costituisce in giudizio rappresentata e difesa da un Avvocato, iscritto al Foro di Roma, che è anche Componente effettivo della Commissione Nazionale Elettorale della F.C.I..

Inoltre, alle richieste risarcitorie avanzate dai familiari di Giovanni, risponde, in nome e per conto di tutti i soggetti destinatari, un altro Avvocato, anche lui iscritto al Foro di Roma, che è già difensore della F.C.I. in altri procedimenti.

La Procura Federale della F.C.I. si avvale della consulenza del Responsabile della Commissione Nazionale Direttori di Corsa e Sicurezza della F.C.I.; quello stesso esponente apicale della F.C.I., nonostante la formale opposizione avanzata dai familiari di Giovanni, giustificata da un evidente conflitto d’interessi del medesimo, viene nominato dal Pubblico Ministero di Alessandria come suo consulente.
Quello stesso rappresentante di vertice della F.C.I. accetta l’incarico e deposita la sua relazione alla Procura della Repubblica di Alessandria.

Qualche giorno prima il Presidente della F.C.I., durante il Consiglio federale del 5 Agosto 2020, nel dare notizia della causa civile di risarcimento danni promossa nel frattempo dai familiari di Giovanni, comunica che la F.C.I. si costituirà nel giudizio civile per resistere alle domande giudiziarie, ritenendole non fondate.

Quel giorno, sabato 5 Ottobre 2019, era in programma, al termine della gara, una conferenza stampa legata al “Progetto Maglia Etica Antidoping”, erano dunque presenti molte Autorità, nazionali e locali, invitate dagli organizzatori (alcuni sono Sindaci e Vice Sindaci di Comuni della Provincia di Alessandria), che stavano assistendo alla corsa (il traguardo era posizionato davanti all’ingresso del Municipio di Molino dei Torti); erano presenti anche i Carabinieri dei NAS con uno stand di fronte all’arrivo.

Vengono chiamati ad intervenire i Carabinieri della vicina Stazione di Castelnuovo Scrivia (AL) i quali - in quel frangente - non fanno nessun rilievo stradale, non scattano neppure una fotografia, neanche con un telefono cellulare, non sentono nemmeno un testimone dei moltissimi presenti, non operano nessun sequestro o altro. Redigono un verbale di una pagina e mezza dove scrivono “caduta autonoma”. Rimangono lì almeno un’ora e quarantacinque allorquando sentono sul posto solamente una componente del Collegio di giuria la quale fa una serie di dichiarazioni clamorosamente smentite dal materiale sottoposto al vaglio della Magistratura.

Il Pubblico Ministero di Alessandria in data 9 dicembre 2020 ha chiesto l’archiviazione alla quale è stata fatta opposizione.
Il Gip di Alessandria ha fissato l’udienza del 24 febbraio 2021 per la discussione. Spero e chiedo che si celebri il Processo. Poiché in quella sede, nel dibattimento, nel contraddittorio tra le parti - che finora non c’è stato - possano essere accertate la Verità e le Responsabilità. Possano essere approfondite e chiarite certe situazioni, determinate circostanze ed il ruolo svolto da taluni soggetti. È un Principio di Civiltà, un Diritto Sacrosanto per chiunque reclami Giustizia. Specialmente per la Parte Offesa. Specialmente per una Famiglia che ha perso un Figlio di 22 anni in quel modo.

Ex ciclisti chiede Giustizia per Giovanni e maggiore 𝕊𝕚𝕔𝕦𝕣𝕖𝕫𝕫𝕒 𝕡𝕖𝕣 𝕥𝕦𝕥𝕥𝕚 i ciclisti.


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