NORMA GIMONDI, LA PERSONA GIUSTA PER LA RINASCITA DEL CICLISMO

Idee chiare e consapevolezza dei tanti (forse troppi) problemi da affrontare e risolvere per invertire il presente e dare un futuro migliore a quel ciclismo che tanto amiamo e che sta inesorabilmente perdendo terreno dagli altri paesi europei.
In sintesi questo è quanto emerso dalla mia conversazione telefonica con l'Avv. Norma Gimondi, candidata alla presidenza della Federazione Ciclistica Italiana. Una donna nata e cresciuta a ciclismo e giurisprudenza, forte dei valori dello sport, della giustizia e dell'eguaglianza integrata da un'esperienza da tenere ben stretta e soprattutto da utilizzare. Avvocatessa di successo, Manager dello Sport e arbitro UCI, ha lavorato in ambito ciclistico, prima come procuratrice di atleti professionisti poi come legale, assistendo molti ciclisti e direttori sportivi in procedimenti disciplinari e penali. Il tutto condito da un'ottima umiltà e saggezza acquista anche dal padre Felice. Norma spruzza un'energia di rinnovamento così contagiosa da farmi venire voglia di rispolverare la mia vecchia "Colnago" appesa al chiodo dal 1985.
"Quando ho confidato a mia papà la proposta di candidarmi alla presidenza della FCI ha abbassato gli occhi e mi ha sussurrato un rincuorante "ne sarei orgoglioso".


Ciclista praticante dai tempi del liceo, mi confida un piccolo-grande rammarico "avrei tanto voluto correre in bici ma a quei tempi, a differenza di oggi, di donne in bicicletta se ne vedevano poche. "Ho ammirato e stimato Paola Pezzo per aver rotto un tabù e dato una scossa importante al movimento femminile. Merito anche suo se oggi le donne del ciclismo sono protagoniste a livello mondiale. Il femminile è il fiore all'occhiello del nostro ciclismo, frutto di lotte e sacrifici, importanti imprese e medaglie conquistate di alto valore sportivo, con un settore giovanile da supportare e sviluppare maggiormente in tutte le discipline."

E poi quella vecchia legge 91 del 23 marzo 1981... da modificare per portare finalmente anche nello sport quell'uguaglianza conquistata e socialmente dovuta a tutte le donne. "negli ultimi anni le donne del ciclismo italiano stanno ottenendo dei riconoscimenti impensabili ed è intollerabile che rimangano sportive di serie B. Con il supporto del CONI e delle altre federazioni dovremmo sostenere con forza e determinazione il raggiungimento di questo importante traguardo."

Più che un'intervista la telefonata si è da subito trasformata in una piacevole chiacchierata sul ciclismo, con il passare dei minuti sono emersi i punti chiave che la candidata bergamasca vorrebbe affrontare da tifosa, Avvocato e da Presidente: "c'è bisogno di ascoltare le società per capire le problematiche di ogni regione, andare sul territorio e coinvolgere i presidenti dei Comitati Regionali e del Comitati Provinciali aumentando le riunioni da svolgere durante l'arco dell'anno. Bisogna andare oltre ai doveri che implica lo statuto odierno. In questo periodo sto viaggiando nelle regioni e sto incontrando molti presidenti di società, delusi e comprensibilmente alterati dalle promesse infrante del passato. Manca un vero supporto e confronto. Molti comitati funzionano ma non hanno un ritorno da reinvestire sul territorio a sostegno della promozione e dell'attività del ciclismo. Sarà fondamentale la presenza dei presidenti dei Comitati Regionali più importanti ai consigli Federali." Per mettere in pratica questa mia volontà - continua la Gimondi - sarà necessario lavorare sulla riforma dello Statuto. Bisognerà rivedere il marketing e la comunicazione, la sicurezza, tutte le attività, il paraciclismo, gli organi di giustizia, i giudici di gara e i direttori di corsa nonchè il rapporto con le Istituzioni e il CONI.

Il ciclismo deve ritornare quello sport appetibile a tutti gli sponsor che scelgono il mondo delle due ruote per investire sul giusto e dovuto ritorno di immagine garantito con la presenza dei grandi media.
Sarà fondamentale sviluppare l'immagine dei ciclisti e delle cicliste e delle stesse società.” Tutti punti che ritroviamo spiegati sinteticamente nel suo programma pubblicato al seguente link: http://www.gimondi-presidente.it/blog-candidatura/index.php/programma-federciclismo-norma-gimondi-presidente-fci-2017
Marketing e Comunicazione, due strumenti di vitale importanza per il rinnovamento del ciclismo 2.0 che spesso è utilizzato solo come slogan: io stesso mesi fa contattai l'ufficio stampa della FCI per una richiesta ma non ho ancora ricevuto risposta (a differenza dell'ACCPI che mi ha risposto subito). "Una delle prime misure del CF sarà, infatti, un progetto dedicato alla promozione complessiva dell’immagine federale. Il sito internet federale sarà ripensato e trasformato in sito di servizio e di marketplace per i tesserati, sul modello già affermatosi di altre federazioni. Adesso la Federazione si poggia sul contributo del CONI ma una federazione moderna deve essere in grado di impegnarsi a reperire nuove risorse anche valorizzando il "made in Italy" e garantire la visibilità globale integrata di una comunicazione moderna. La piattaforma internet va potenziata per valorizzare ogni categoria e diffondere in tempo reale tutti i risultati. I progetti sono pronti per essere attuati."

Il programma di Norma Gimondi è ricco di contenuti e di buoni propositi che abbracciano tutte le problematiche che "chiudono" il movimento ciclistico Italiano. La mia personale impressione, sempre molto critica in queste situazioni, è positiva. C'è voglia di rinnovamento, ci sono tante idee e progetti imprenditoriali nuovi e appetitosi. Ho colto la volontà di sviluppare un percorso che coinvolga tutte le categorie senza distinzioni di genere insieme a tutte le componenti Provinciali e Regionali e questo è un obiettivo ammirevole. Ho sentito quell'entusiasmo che latita anche in altre discipline, la voglia di dare continuità ma con un nuovo spirito manageriale al lavoro portato avanti in tanti anni dall'attuale presidente Di Rocco che secondo me dovrebbe dare un cambio costruttivo al nuovo che avanza con tanta energia da spendere e investire nel movimento con lungimiranza, rispolverando la tanta passione, che ci accumuna intorno alle due ruote, da integrare alle dovute capacità imprenditoriali per un ciclismo nuovo e stellare.

In campagna elettorale molti sono bravi a promettere con le parole, il programma della Signora Gimondi è ricco di contenuti, esplicati chiaramente, e io spero, da sportivo, giornalista ed ex ciclista, che il ciclismo guardi avanti e consegni fiducioso il futuro nelle mani di una professionista coraggiosa e concreta, destinata a ribadire, sul campo manageriale, i successi di un Campione di nome Felice Gimondi.

Allo stato attuale risultano 3 i candidati in corsa per la presidenza: il presidente Renato Di Rocco, l'Avv. Norma Gimondi e Carlo Roscini, anche se credo che sarà una disputa tra i primi due della lista.
Il futuro del ciclismo riparte dal 14 gennaio 2017, speriamo, con Norma Gimondi presidente.

Walter Pettinati


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