Ex Ciclisti professionisti: "1 ciclista ucciso ogni 48 ore"? basta parole, servono soluzioni immediate e drastiche, ecco le nostre proposte!

Il quotidiano "Il Messaggero" riporta una statistica preoccupante pubblicata dal sito www.asaps.it: 1 ciclista muore ucciso ogni 48 ore e in pieno lockdown. Una bruttissima realtà che coinvolge e interessa l'intero movimento delle due ruote.
Il Governo si ostina a prendere le dovute contromisure.
Dopo aver bocciato la proposta di ACCPI, che timidamente chiedeva di aggiungere all’articolo 149, comma 1: "Fuori dai centri urbani, purché occorrano le condizioni di sicurezza e le condizioni della circolazione lo consentano, il sorpasso dei velocipedi deve essere svolto lasciando una distanza laterale di almeno 1,5 metri» gli ultimi Governi hanno pensato a dare ingenti contributi per acquistare le biciclette di ogni tipo, banchi a rotelle e monopattini elettrici senza prima pensare all'incolumità dei ciclisti.


ACCPI, storico sindacato dei ciclisti professionisti, si limita a chiedere, a fare petizioni (avete mai visto la CGIL fare una petizione?), a mendicare (dovrebbero pretendere) l'installazione dei cartelli (per carità ottima iniziativa) ma non ha la forza e il carattere di far scendere in piazza il popolo delle due ruote, anche minacciando un forte sciopero nazionale. Vi è chiaro che muore uccisa 1 persona ogni 48 ore?

La campagna di comunicazione #rispettiamoci lanciata da ACI con il Giro d’Italia 2020 non è bastata a coinvolgere i media nazionali che non sensibilizzano i telespettatori ad osservare un migliore stile di guida. Nonostante ritenga che l'informazione, l'educazione stradale, i cartelli stradali, il rispetto reciproco delle norme etc etc siano di basilare importanza, mi rincresce che il Governo non pensi a creare e sponsorizzare una campagne di comunicazione in TV per acculturare le persone al rispetto delle norme stradali. Forse perchè non hanno ancora individuato la giusta soluzione al problema?

Non mi si venga a tirar fuori i soliti luoghi comuni che i ciclisti stanno in mezzo alla strada etc etc perchè solo in questi casi, che io condanno, non si verificano incidenti mortali. Gli incidenti avvengono per disattenzione dell'automobilista e colpiscono sempre ciclisti solitari che pedalano rigorosamente sulla destra della carreggiata a loro disposizione.

Troppi gli automobilisti che guidano a folle velocità in stato di ebrezza e/o eccitati da alcol e droghe leggere. Troppi gli automobilisti che guidano con lo smartphone in mano.
Personalmente ho denunciato alla Questura locale (denunciate solo in Questura) due episodi registrati dalla mia cam mentre pedalavo in solitaria sulla mia destra. Uno, con un furgone, ridendo, mi voleva buttare in fossa e solo per fortuna non ci è riuscito; l'altra intenta a guardare il telefono non mi ha proprio visto e solo per la mia attenzione non mi ha preso piano. Si è fatta le sue ragioni dicendomi "ti ho chiesto scusa che vuoi ancora?".

Tempo fa, leggendo un'importante rivista di automobili, sono venuto a conoscenza che le più importanti case automobilistiche mondiali hanno investito per individuare nuove tecnologie per la sicurezza stradale. Tra questi dispositivi si annoverano anche particolari strumenti che permettono agli automobilisti di essere avvisati della presenza dei ciclisti/pedoni.

Un cenno di responsabilità arriva dalla Commissione Europea che ha approvato la nuova riforma sulla sicurezza stradale che entrerà in vigore da maggio 2022. La riforma prevede l'obbligo di dotazione, per i nuovi veicoli, di dispositivi di sicurezza come l'assistenza intelligente alla velocità e il sistema avanzato di frenata d'emergenza.
Il legislatore italiano continua ad ignorare il problema e gli incidenti che coinvolgono i contribuenti ciclisti.

La nostra proposta
Tra le tante ottime soluzioni che le case automobilistiche hanno implementato nelle nuove auto vi sono dei dispositivi che avvisano gli automobilisti della presenza dei ciclisti.

Partirei con l'obbligo, senza costi per l'automobilista, di installare il dispositivo "Alcol-Lock" di Scania, al quale aggiungerei anche il controllo delle droghe (cannabis inclusa).

E obbligherei il sistema più efficace per evitare gli impatti con i ciclisti/pedoni:
Volvo propone "Cyclist detection";
Jaguar - Land Rover "Bike Sense";
BMW "Connected Drive";

Credo che mettere a punto un dispositivo Made in Italy, da far collegare gratuitamente su tutte le auto, sarebbe un rimedio dovuto a tutte le vittime della strada. Di facile progettazione per i nostri giovani studiosi. Per i nostri governanti (tutti) sarebbe finalmente una oggettiva dimostrazione che hanno veramente a cuore la tutela dei loro ciclisti.

Il metro e mezzo di distante rimane intoccabile. I cartelli "Attenzione strada transitata dai ciclisti" è un fatto di civiltà che al momento non c'è!

Invito i ciclisti, ex ciclisti, amatori, associazioni varie, asaps.it, sindacato dei ciclisti e Federciclismo a riunirsi (senza politici/servi di partito/persone a libro paga) per discutere tutti insieme le migliori soluzioni di sicurezza necessarie da proporre al Governo per l'immediata approvazione.

Su questi obblighi che vorrei fondare la nuova campagna di comunicazione sulla sicurezza stradale da lanciare con un nuovo completo unisex da ciclismo. Che ne pensate?
Adesso abbiamo anche una famosa tele giornalista (a breve svelerò il nome) che partirà realizzando un video con la maglia "Basta violenza sulle donne" disposta a promuovere le nostre campagne di comunicazione.
Affiancherà e tirerà il gruppetto delle nostre indomite cicliste e ciclisti testimonial molto attive sui social. -----> https://www.cicliste.eu/point.html  

Dite la vostra nel nostro gruppo facebook: https://www.facebook.com/groups/exciclistiitaliani/ 

Walter Pettinati


Stampa   Email