Ex Ciclisti Professionisti: UCI, la tradizione di lanciare le borracce ai tifosi non si tocca!

Da quando esiste il ciclismo, i bambini/e e i tifosi "transennano" le strade per applaudire e supportare i ciclisti con la speranza di ricevere una borraccia. Io stesso, da bambino, tornavo a casa con il cappellino e la borraccia da custodire gelosamente. Ero il bambino più contento del Mondo.

L'UCI, con una decisione insensibile e drastica mette fine ad una storica usanza senza pensare alle conseguenze. Oltre a violare la tradizione si infrangono i sogni di tanti bambini e bambine, felici di ricevere la borraccia dal loro beniamino/a.

Il ciclismo è uno sport umile e di contatto umano, che avvicina in maniera indissolubile il ciclista allo sportivo e ai giovani che lo praticano. Questo è un grande punto di forza che fa del ciclismo uno sport unico e originale.

Certe regole non scritte vanno lasciate come sono e quando c'è da modificare qualcosa, prima bisogna parlarne con chi ha fatto la storia del ciclismo e non è al vostro libro paga, lasciando ai vostri esperti intellettuali il ruolo di sviluppare il marketing e la comunicazione che al momento risultano scadenti e inadeguati al movimento.

L'associazione Ex Ciclisti professionisti chiede all'UCI di debellare questa assurda regola e di ristabilire le vecchie usanze. Non si può espellere da una gara un ciclista per aver donato la borraccia ai suoi tifosi. Ieri al Fiandre, avete avuto il coraggio, per questa assurda regola, di squalificare il ciclista Michael Schar e la ciclista italiana Letizia Borghesi, quando nel finale di gara era nelle top 30. Sapete cosa si prova in quel momento? Sapete quali sono i sacrifici di una ciclista per prepararsi ad una gara del genere, essere in gara e venire fermati solo per aver donato la borraccia ad un tifoso? Sono anche sicuro che la brava Letizia si sarà fatta tanti di quei sensi di colpa che ......  per una regola che avete scritto voi.

Siamo pronti a dare vita ad una petizione mondiale per questo sacrosanto diritto e non solo!

Walter Pettinati


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