La diminuzione dei chilometri di gara può incidere sullo sviluppo del giovane ciclista?

Il ciclismo italiano sta attraversando un periodo di crisi, pochi sono i nuovi talenti che vengono sfornati dalle categorie giovanili e dilettanti. Molti si pongono delle domande alle quali è impossibile rispondere con la giusta soluzione. Idee, opinioni spesso mettono a confronto anche i più formati tecnici ed ex ciclisti professionisti, ciclisti, appassionati sportivi e menti storiche del giornalismo sportivo delle due ruote. Una volta la nostra bella Italia era una nazione all'avanguardia nel ciclismo. La scuola di ciclismo ideata da Biagio Cavanna detto “il mago di Novi” e/o “l’omon di Novi”, anticipò di quasi mezzo secolo quanto fatto dalla Federazione britannica e dal Team Sky per conquistare cinque Tour de France.

Adesso si va a studiare quello che fanno le altre nazioni per capire come facciano a lanciare i nuovi campioni, che spesso spariscono dopo qualche anno.

Questo approfondimento non va a confrontare le scuole di ciclismo di una volta con quelle di adesso. Per iniziare, questo raffronto con il passato, ho preso in considerazione le tabelle dei chilometraggi degli anni 80 fornite dalla FCI tramite il CR Toscana e le ho confrontate con quelle attuali. Come vedete, si può notare una lieve diminuzione dei chilometraggi fino alla categoria juniores e una maggior suddivisione di categorie nei dilettanti, una volta chiamati 1° e 2° serie che si univano in quasi tutte le gare.

La tabella pubblicata mostra, a mio avviso, una programmazione graduale dei chilometraggi, suddivisa in tre parti della stagione. Sin dalla categoria esordienti vediamo una diminuzione dei km da percorrere che diventano sostanziali negli juniores (-20/40 km).

Facendo un confronto con l'attuali tabelle:

Esordienti: le gare sono diminuite di 10 km da agosto in poi, da 50 a 40;

Allievi: le gare sono diminuite di 10 km da agosto in poi, da 100 a 90;

Juniores: le gare sono diminuite di 20/40 km da agosto in poi, da 100/120 a 80;

Dilettanti 1° Serie: siamo passati da 120/150 km (Apr-Mag) / minimo 150 km di (Giu-Lug-Ago-Set) a tutta una serie di "classi" che determinano i km fino a 180.

La categoria juniores degli anni 80 imponeva maggiori distanze da percorrere nella parte finale di stagione, forse con lo scopo di avvicinare il ciclista al salto di categoria che accoglieva il giovane ciclista ad affrontare la nuova stagione/categoria gradualmente.

Anche i km di allenamento sono cambiati nelle categorie giovanili.
Oggi si fanno meno km in gara ma più km in allenamento a differenza di una volta dove si percorrevano più o meno gli stessi km di gara e con allenamenti meno stressanti.
Non esistevano i cardio e i computer di bordo (Watt), si andava a sensazioni e con la misurazione dei battiti/peso (al mattino, dopo allenamento e alla sera prima di dormire) e con la conta delle pedalate al minuto. Si facevano pre preparazioni più mirate alla maturazione fisica e aerobica e con meno km nelle gambe si iniziava la stagione. Il tutto veniva trascritto in diari che io tengo ancora conservati dove ogni giorno venivano riportati i dati fisici, il percorso degli allenamenti, le sensazioni e l'alimentazione alla quale facevo molta attenzione.
Iniziavano a far capolino i primi test come quello di Conconi modificato per il ciclismo.

Inutile dire che il numero dei ciclisti/società e gare erano maggiori di adesso. Si iniziava a correre con due maglie di lana e una bici quasi su misura, la situazione migliorava con la prima squadra organizzata o con l'aiuto della famiglia (nel 1974 ebbi il mio primo telaio su misura fatto dal mitico Daccordi, completato da Girardi detto Morino). Ma anche di questo aspetto, come per le scuole di ciclismo, ne parleremo con altri articoli.

Rimanendo sulla disamina dei chilometraggi, mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni, dubbi e soluzioni. Le differenze constatate, possono incidere sullo sviluppo del giovane ciclista?

Walter Pettinati


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